APPELLO alle cittadine e ai cittadini della Repubblica italiana

DIFENDI LA DEMOCRAZIA, VOTA NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

NON FARTI INGANNARE! DI’ LA TUA CONTRO LE MISTIFICAZIONI, LE MENZOGNE E I RICATTI DEL GOVERNO

Questa “riforma” è in realtà una sovversione autoritaria dall’alto, le cui parole d’ordine sono le stesse a cui risponde il sistema liberale capitalista dell’Europa e del mondo: “Impoverire i ceti medi, tenere a bada i ceti poveri e i lavoratori”. Una revisione voluta e decisa dalle banche mondiali, dai grandi fondi multinazionali, dai gruppi finanziari, dalle lobbies di potere, dai personaggi più conservatori e dai governi che hanno distrutto l’Europa sociale, che dichiarano apertamente che in Italia c’è troppa democrazia!

Ci vogliono far credere che le modifiche alla Costituzione si limitino ad aggiornamenti e cambiamenti di stile, ma in realtà attaccano direttamente la democrazia, a favore di una forma di governo autoritaria. Tali modifiche sono talmente pesanti che andranno a stravolgere anche i principi fondamentali della nostra Carta.

Ciò che si vuole veramente con questa revisione è che il popolo italiano sia sempre più passivo rispetto alle decisioni imposte dall’alto dal governo.

Sempre meno potremo opporci alle dissennate “politiche” anti sociali e anti popolari a cui ci vogliono abituare.

Se questa revisione passa il governo potrà abbattere le barriere che grazie alla Costituzione gli impediscono di asservire tutti i poteri dello stato, ovvero la società, agli interessi corporativi dei centri di potere e agli interessi dei poteri privati.

Rischiamo di andare incontro a gravi ed irreversibili conseguenze, che stanno volutamente nascondendo servendosi di bugie e mistificazioni, come il bisogno di modernizzazione e di maggiore efficienza, o del contenimento dei costi della politica.

La vera posta in gioco del referendum è ben più grave di quello che vogliono far credere, ed è inserita di soppiatto nell’articolo 12 della revisione (su cui tutti tacciono).

Viene cioè sancito il predominio del governo sul Parlamento, attraverso l’inversione dei ruoli tra legislativo (parlamento) ed esecutivo (governo) stravolgendo il nostro assetto istituzionale e i fini sociali della Costituzione del 1948.

Infatti la Costituzione assegna la centralità al Parlamento, in cui si sviluppa la dialettica tra forze sociali e politiche che rispondono alla sovranità popolare. Invece questa “riforma” stabilisce la superiorità del governo (qualsiasi governo) dandogli il potere di interferire nell’Ordine del Giorno della Camera dei Deputati.

Così esso può imporre la priorità di un suo disegno di legge che gli serve per l’attuazione del proprio programma di governo (art. 12 rigo 27), escludendo il Parlamento e quindi la rappresentanza popolare (anche e soprattutto su questioni cruciali come guerra, lavoro, modifiche costituzionali, sanità, pensioni ecc).

Un meccanismo molto grave, una svolta autoritaria che richiama alla mente la Legge fascista del 1925 con cui si diede al capo del governo il potere di determinare addirittura la formazione dell’Ordine del Giorno della  Camera.

Smascheriamo le bugie del governo e di tutti i subalterni del potere e della “sub-cultura” dominante. Le stesse bugie di cui si servono per falsificare le reali conseguenze del Jobs Act che che ha cancellato di fatto lo Statuto dei lavoratori nato dalle lotte sociali.

Avrebbe dovuto abbassare la disoccupazione e superare vecchi arcaismi, e invece istituzionalizza e consacra la precarietà, non incentiva l’occupazione, rafforza il controllo dell’impresa sul lavoratore, dopo aver abolito l’articolo 18 (che annulla l’autonomia del potere giudiziario della magistratura a cui poteva appellarsi il lavoratore, assoggettata ora al potere privato d’impresa).

Con questa revisione costituzionale si intende appunto coniugare l’autoritarismo sociale dell’impresa, già in atto con il Jobs Act, con l’autoritarismo politico delle istituzioni.

Chi dice NO alla revisione non è un conservatore ma al contrario è un progressista perchè difende i valori sociali della democrazia reale, che costituiscono la vera modernità, il vero progresso che non ci può essere se non è sociale. Chi vota No vuole conservare la giustizia sociale, economica e politica, la libertà.

Al prossimo appuntamento referendario del 4 dicembre facciamo appello alle cittadine e ai cittadini italiani a schierarsi per un NO che respinga le smanie autoritarie del governo che attaccano direttamente il nostro potere e la rappresentanza sociale!

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