Manifesto

UN NO PER LA DEMOCRAZIA SOCIALE-ECONOMICA FONDATA SUL LAVORO

 DIFENDIAMO LA NOSTRA COSTITUZIONE – PERCHÉ VOTARE NO

 APPELLO alle cittadine e ai cittadini della Repubblica italiana

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 PERCHE ANDARE  E VOTARE NO AL REFERENDUM


Il predominio del Governo sul Parlamento e quindi sulla società sancito nel sesto comma dell’art. 12 di modifica dell’art. 72 C., ripristina la simbiotica compenetrazione fra vertice dello stato-apparato e vertice/rappresentante gli interessi economico-finanziari, su cui era incardinato sia lo stato liberale sia lo stato fascista. Se, così, si fuoriesce dal sistema parlamentare e il governo oscura il Parlamento, la sovranità popolare viene esautorata, i diritti economico-sociali-politici dei più deboli non sono più rappresentati e la loro solitudine aumenta in quanto estraniati dalla dialettica parlamentare e la società assunta come dipendente dai vertici di governo,  si impoverisce. 

Siamo alla vigilia di uno dei passaggi più drammatici della storia della nostra Repubblica fondata sulla centralità del Parlamento, sulla sovranità popolare e sulle autonomie istituzionali, sociali, politiche e religiose.

Il trentennale processo di delegittimazione dei valori specie economici e sociali, che vanno attuati e rilanciati e non solo “difesi”, ha raggiunto il suo apice nella “deforma” costituzionale Renzi-Boschi, destinata a sconvolgere il sistema sociale ed economico e non solo politico della Costituzione del ‘48 nata dalla Resistenza. Una Costituzione definita “programmatica” perché volta a realizzare un nuovo modello economico con finalità sociali tramite la strategia delle riforme economico-sociali per attuare la democrazia sociale mediante la programmazione democratica e il controllo sociale e politico dell’economia e delle imprese e con il potere pubblico che garantisca – attraverso la centralità del Parlamento e la forma di governo parlamentare – le finalità sociali dell’economia sia pubblica che privata.

In nome di false, demagogicamente “populiste” parole d’ordine come “rapidità nelle decisioni”, “maggiore efficienza legislativa”, “modernizzazione del paese”, si stanno nascondendo i veri obiettivi: spostare il potere decisionale nelle mani del governo; eliminare la centralità del Parlamento come proiezione della dialettica tra le forze sociali e le forze politiche portatrici della sovranità popolare (garantita solo dalla nostra Costituzione, l’unica che dà centralità al Parlamento) e renderlo subalterno allo stesso governo; ridurre ai minimi termini la funzione delle autonomie locali. In questo quadro risultano ancora più chiari i continui tentativi diretti a stabilire il dominio dell’impresa e della finanza sul lavoro e l’attacco sferrato con l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

È un caso o, viceversa, non corrisponde meglio ad un preciso obiettivo politico l’enfasi con cui i grandi gruppi industriali e finanziari, le istituzioni europee, molti stati (vedi le dichiarazioni a favore del “si” al referendum dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, della finanza e di banche come ad es. la JP Morgan) hanno accolto e persino “dettato” tale “riforma”?

Tra i tanti sfregi alla Carta fatti dalla “revisione” vogliamo evidenziare il più grave e pericoloso per il nostro ordinamento, poiché rovescia il rapporto tra Parlamento e Governo; la “revisione” trasforma il governo da “potere esecutivo” in legislatore al posto del Parlamento, in una logica che porta ad omologare – nei momenti di crisi – i regimi cosiddetti democratici con i regimi di tipo autoritario e reazionario, che dominano dall’alto sul Parlamento e quindi sulla società, eliminando, quindi, anche la “Repubblica delle autonomie” locali, cioè del potere democratico dal basso del territorio luogo del sociale, con l’arroccamento centralistico-verticistico e il dominio dall’alto di grandi centrali di potere “dietro” le forme apparenti della “democrazia”.

Infatti l’art. 12/sesto comma, della “revisione costituzionale”, che modifica l’art. 72 della Costituzione, interferendo/determinando l’O.d.g della Camera, istituisce una corsia preferenziale per i progetti di legge del governo considerati essenziali per l’attuazione del suo programma. In questo modo viene sancito il predominio del Governo sul Parlamento, proiezione della dialettica tra le forze sociali e le forze politiche  portatrici della sovranità popolare, e lo snaturamento  della forma di governo parlamentare addirittura rievocando il principio del primato del  capo del governo introdotto dal fascismo con l’art. 6 della Legge del 24 dicembre 1925 n. 2263 («Attribuzioni e prerogative del Capo del Governo»), che conferiva proprio al “governo del capo” il potere di determinare persino la formazione dell’ordine del giorno della Camera.

La misura delle prevaricazioni in atto è giunta al colmo e singoli cittadini, forze culturali, sociali e politiche, ispirati a una genuina esigenza di lotta per la difesa e la promozione della Costituzione del 1948 (già profondamente ferita negli scorsi anni da revisioni quali quella dell’art. 81 o del Titolo V), testimoniano la forte volontà di difendere i valori sociali ed economici della nostra democrazia, che costituiscono la vera modernità, il vero progresso. Progresso che non ci può essere se non è orientato verso i fini sociali ed economici di interesse generale, dei “tutti” e non dei “pochi” detentori del potere economico privato. La vera posta in gioco non è la stabilità dei “governi” ma della democrazia, ossia non solo “chi decide” ma “chi comanda”: il popolo o il governo che lo esclude dall’esercizio effettivo del potere affidato in esclusiva al solo governo? Non è democrazia se – secondo la “deforma” Renzi-Boschi – si perviene a fare del governo, ovvero dell’esecutivo, una variabile indipendente dalla società e dalla comunità, venendo così “esautorate” le forme del potere democratico espresso dalle assemblee elettive locali e nazionali, persino con un Senato non elettivo.

La vera posta in gioco non è la stabilità dei “governi” ma della “democrazia”

Al prossimo appuntamento referendario del 4 dicembre facciamo appello alle cittadine e ai cittadini italiani a schierarsi per un secco e forte NO popolare come quello che nel 2006 seppe respingere in blocco le smanie di revisione neo-autoritaria a favore del “premierato” e del “governo del capo” 

Adesioni

 Organismi Collettivi:

Associazione Confederazione Sovranità Popolare.

-Associazione “Movimento 2 giugno

-Associazione “Centro Salvatore d’Albergo-Il Lavoratore”

-Associazione Nazionale “Energiafelice” ;

-Associazione Culturale “Enrico Berlinguer”,

-Associazione Articolo 41-Costituzione;

-Movimento Naz. Antifascista Difesa Integrale e Rilancio Costituzione”

– Comitato “Un NO per la democrazia sociale” sito: https://refepercheno.wordpress.com/

-“Comunità Democratica” (cattolici per il NO)

 Le adesioni individuali che comprendono la conferma delle oltre 200 sottoscrizioni del documento a suo tempo lanciato a difesa dell’art. 18, sono in continua crescita . Tra di esse:

 Elenco delle prime pervenute adesioni:

Agostinelli Mario (ex segretario generale CGIL Lombardia, Presidente Ass. Energia felice)

Agostini Gigi (già segretario nazionale CGIL e segr. CGIL Veneto)

Alberti Alessio (“Gruppo giovani disoccupati per il NO”)

Algostino Alessandra (Doc.giurisprud. UniTo, attivista Movimenti del territorio sociale)

Andreini Carlo (“Centro Salvatore d’Albergo-Il Lavoratore” e Mov. Naz. Difesa integrale e Rilancio Costituzione )

Astengo Franco (politologo)

Baldini Laura (insegnante e traduttrice)

Bardelli Beatrice (giornalista, Comitato per la democrazia costituzionale di Pisa)

Barrucci Paolo (Università di Firenze, “Centro S. d’Albergo-Il Lavoratore”)

Bianchetti Filippo (Comitato NO-M346 ad Israele” e Comitato varesino per la Palestina”)

Bigli Enrico (ex segretario Fiom Torino)

Bucci Gaetano (costituz.Uni.Bari,“Centro S. d’Albergo-Il Lavoratore” e ”Comitato“Un NO per la democrazia sociale”, Lecce)

Caggiati Giovanni (Comitato Antif. antimperialista e per la memoria storica e “Centro S. d’Albergo-Il Lavoratore” )

Calamida Franco (Presidente Costituzionebenecomune)

Capecchi Vittorio (Direttore di “Inchiesta”)

Chiellini Giovanni (avvocato, “Centro Salvatore d’Albergo-Il Lavoratore”)

Chirico Domenico (Univ. Bologna, “Mov. Naz. Antif. di Difesa integrale e Rilancio Costituzione”, “Centro Salvatore d’Albergo-Il Lavoratore”

Ciampi Angelo (Università di Winterthur, Comitato “Un NO per la democrazia sociale”)

Cini Visco Gilardi, (Ass. Vittime nazi-fascismo e Comit.“NO per la democrazia sociale”)

Cipolla Nicola (CESPEC)

Confortini Mario (Coordinatore Tsipras Cremona)

Cremaschi Giorgio (sindacalista e Coordinamento per un NO sociale alla controriforma costituzionale)

D’Angelo Tommaso (ex direttore sanitario Osp. Pisa)

D’Orsi Angelo (Storico dottrine politiche UniTo, Presid. Ass. “Movimento 2 Giugno” e della rivista “Historia Magistra”)

De Simone Rosanna (Forum per la pace)

Eridan Carlo (Comitato “Giovani per il NO”)

Fasce Luigi (psicologo e saggista – Genova)

Filosa Carla (redattrice rivista “La Contraddizione”)

Flamigni Sergio (scrittore, ex senatore, membro della Commissione parlamentare di Indagine sulla P2)

Fugazza Marisa (Direttivo nazionale Emergency)

Gallo Domenico (magistrato, Corte di Cassazione)

Giannangeli Ugo (Avvocato, presidente ANPI Seprio)

Gioiello Vittorio Michele (direttore del Cespi)

Hobel Alexander (storico, saggista, Univ.Napoli, e della rivista “HISTORIA MAGISTRA”)

Kammerer Peter ( Università di Urbino)

La Valle Raniero (Comitati Dossetti per la Costituzione)

Lanini Enzo ( “Centro documentazione per la storia dell’Emigrazione, del Movimento operaio e contadino” e Centro culturale S. d’Albergo-Il Lavoratore)

Losurdo Domenico (filosofo, professore emerito, Università di Urbino)

Lucchesi Paolo (già segretario nazionale CGIL e segretario Lombardia)

Maddalena Paolo (giudice, v. Presidente Emerito Corte Costituzionale)

Martignoni Gian Marco (sindacalista CGIL, saggista)

Menapace Lidia (partigiana ed ex senatrice)

Molinari Emilio (Presidente Contratto Mondiale Acqua)

Mordenti Raul (saggista, Università Tor Vergata-Roma)

Navarra Alfonso (Segr. Lega Obiettori Coscienza)

Pagani Elio (Fim-CISL, obiettore Aermacchi, con tutela articolo 18)

Papetti Francesco (RSU A2A Milano)

Ravasio Bruno (già segretario CGIL Lombardia)

Roggeri Arianna (curatrice del libro degli Editori Riuniti “Salvatore d’Albergo nella storia e cultura d’Italia” e “Gruppo giovani per il No”)

Ruggeri Angelo (Movimento Naz. Antifascista Difesa Integrale e Rilancio della Costituzione, “Centro Salvatore d’Albergo-Il Lavoratore”)

Sani Antonia (Ass. Naz. “Per la Scuola della Repubblica”)

Tamburini Marco (Fim-CISL, obiettore Aermacchi, con tutela art. 18)

Tomba Massimiliano (saggista, filosofo,Università di Padova)

Vanacore Pino (già segretario CGIL Lombardia)

Zasso Achille (opposizione CGIL)

Zanotelli Alex (missionario comboniano)

Adesioni successivamente pervenute:

Ablondi Marco (già Consigliere Com. di Parma e del Mov. Naz. Difesa Integrale e Rilancio della Costituzione

Acerbo Maurizio (segreteria Rifondazione Comunista)

Amadei Mario ( “giovani comunisti” Parma)

Angelini Francesca (Istituzioni di diritto pubblico-Uni Roma)

Astro Teresa (Amministrazione Provinciale di Lecce)

Barcarolo Carlo (Comitato “Un NO per la democrazia sociale)

Barbera Giovanni (Comitato politico PRC –  Federazione di Roma)

Barone Michele (assicuratore)

Baroni Maria Carla (ex sindacalista, EffeRossa Milano)

Bernardeschi Ascanio (pensionato, Ass. Salvatore d’Albergo-Volterra)

Besostri Felice C.( avvocato socialista-Comitato per il NO del coordinamento per la democrazia costituzionale)

Busellato Eugenio (sindacalista, Ass. Lavoratori Cobas)

Carrosio Giovanni (Scienze politiche e sociali,Univ.Trieste)

Carmignani Micol (Editrice)

Cerri Romeo (a nome del sito “Brianzapopolare”)

Chirico Tonino (Circolo “La casa di tutti” Lecce)

Cirimbelli Raffaele (ristoratore)

Cucciare Franca (impiegata, Milano)

De Benedictis Loreto (Impiegato)

De Fiores Claudio (Università di Roma)

Dominici Andrea (Ricercatore Università di Genova)

Finelli Roberto (filosofo, Uni. Roma3)

Gaudino Luca (Studente di diritto costituzionale)

Gavagna Carlo (MD-Medicina Democratica)

Gjergji Iside (sociologa e giurista, Uni Venezia)

Gilardi Leonardo (ANED-Ass. nazionale ex deportati)

Gilardi Daniele (Manager)

Giusti Federico (RSU Pisa)

Gonizzi Franca (Comitato Antifascista antimperialista e per la memoria storica)

Guadagnini Augusto (Com. pensionati-Difesa Statuto dei Lavoratori e Costituzione)

Ligori Mimino (insegnante)

Marchetto Gianni (già segretario Fiom-V Lega Mirafiori)

Marino Domenico (Segretario “Sezione Gramsci Berlinguer” Milano-Pisa)

Marsocci Paola (Diritto costituzionale, “La Sapienza”-Uniro)

Manes Sergio (Ass. e Casa Editrice “Citta del Sole”, Napoli)

Mele Stefano (CGIL )

Natali Massimo (avvocato)

Novari Pierpaolo ( Comitato antifascista antimperialista per la memoria storica-Parma)

Piccin Gregorio (ricercatore sui temi del diritto della pace)

Piro Antonio (COBAS provinciale Pisa)

Ricca Anna (editrice, Editori Riuniti)

Riccardi Giulia (Comitati sindacali di base)

Ricci Antonio (operaio Comitato Difesa art. 18 statuto dei lavoratori)

Rinaldini Tiziano (ex resp.Fiat Mirafiori per la segreteria Naz. Fiom)

Salvi Marinella  (“Ass. “Scuola e Società”)

Schettino Francesco (Univ.Napoli, Direttore “Università Popolare A. Gramsci” di Roma)

Simonetti Raffaele (ingegnere- operatore informatico)

Tagliavini Claudio (del PCI di Enrico Berlinguer, Savona)

Tasselli Gianni (Resp. Movim. Cooperazione per la difesa della Costituzione)

Testi Francesca (avvocato, servizio legale-Provincia di Lecce)

Turelli Antonio ( studioso fenomeni migratori)

Vanoni Emilio (“Comunità Democratica”-cattolici per il NO )

Visco Paolo (assistente di volo, Milano)

Zardetto Rina (Pres. Ass. Reggiana per la Costituzione)

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A proposito della Legge di “revisione costituzionale” in cui è stato inserito di soppiatto il dominio del governo sul Parlamento, nel rigo 27 dell’art. 12, dove viene assegnato al governo il potere di chiedere alla Camera di deliberare che “un disegno di legge, indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo, sia iscritto con priorità all’O.d.g. e sottoposto alla votazione finale entro 60 giorni dalla richiesta”, meccanismo che evoca l’emanazione della Legge fascista del 1925 con cui si è, tra l’altro, drasticamente interferito sull’attività politico parlamentare conferendo al capo del Governo il potere di determinare addirittura la formazione dell’O.d.g. della Camera.

Nel rivolgerci a tutti con particolare fiducia, sono venute adombrandosi alcune considerazioni che si vuole “rovesciare” rendendo subalterno il Parlamento al primato del governo e del suo capo e che ancora non è, o non dovrebbe essere, una Assemblea di notabili nominati e quindi non ancora burocratizzata, come sarebbe il Senato se andasse in porte la restaurazione del bicameralismo diseguale.

In questo modo nel silenzio omertoso di quanti dicono di essere contrari alla “deriva autoritaria” o c.d. “democrazia autoritaria”, è stata già introdotta l’alterazione della forma di governo parlamentare, sia mediante il “monocameralismo” sia mediante il ricorso ad un metodo discriminatorio tra governo e parlamento e le forze politiche, addirittura rievocando il principio introdotto dal fascismo in nome del primato del capo del governo.

I sottoscritti, fanno appello a tutti i cittadini e alle personalità più rappresentative dei valori democratici introdotti dalla Resistenza, dalla Costituente e dalla Repubblica democratica, perché votando NO al referendum costituzionale si respinga l’attacco più grave perpetrato alla nostra democrazia.

Salvatore d’Albergo (presidente del Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa e il Rilancio della Costituzione e del Centro culturale “Il Lavoratore”), Agostinelli Mario,  Agostini Alessandra, Agostini Gigi, Angelini Francesca, Astengo Franco, Baiocchi Paola, Bardelli Beatrice, Barrucci Paolo, Besostri C. Felice, Bianchetti Filippo, Bigli Enrico, Bucci Gaetano,Caggiati Giovanni, Calamida Franco, Capecchi Vittorio, Carrosio Giovanni, Catone Andrea, Chiellini Giovanni, Chirico Domenico, Ciampi Angelo, Cini Gabriele, Cipolla Nicola, Confortini Mario, Cremaschi Giorgio, D’Angelo Tommaso, De Fiores Claudio, De Luca  Giuseppe, De Simone Rosanna, Flamigni Sergio, Fugazza Marisa, Gavagna Carla, Giannangeli Ugo,  Gioiello Vittorio, Gjergji Iside, Hobel Alexander, Kammerer Peter, Lucchesi Paolo, Marchetto Gianni, Marsocci Paola, Martignoni Gian Marco, Menapace Lidia, Molinari Emilio, Montella Andrea, Mordenti Raul, Moroni Loris, Navarra Alfonso, Orivoli Nello; Pagani Elio, Papetti Francesco,  Piccin Gregorio, Piro Antonio, Ravasio Bruno, Rinaldini Tiziano, Roggeri Arianna, Ruggeri Angelo, Salvi Marinella, Sani Antonia, Schettino Francesco, Simonetti Raffaele, Tamburini Marco, Tasselli Gianni, Sanpietro Tiziana, Tomba Massimiliano, Turci Giamfranco, Turelli Antonio, Veicoli Alessandra, Zanotelli Alex, Zardetto Rina

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